9 Maggio 1945 – (’50 – ’78) – 2011

9 MAGGIO 1945 – (’50 – ’78) – 2011

di Francesco Mongera

La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano.” Era il 9 maggio 1950 quando l’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman pronunciava queste parole, introduttive di quella che sarebbe passata alla storia come la Dichiarazione Schuman, nella quale veniva avanzata “l’idea” di unire la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio. L’anno successivo a Parigi si concretizzava questo sforzo creativo con la firma del trattato che dava vita alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, il primo embrione di Europa unita. Dal 1985 il 9 maggio è dichiarato Giorno dell’Europa.

Sul sito internet della Commissione Europea, alla pagina dedicata a spiegare che cos’è la festa dell’Europa, si legge: “Per comprendere l’impatto rivoluzionario del gesto basterebbe immaginare oggi un’iniziativa analoga tra Israele e i Palestinesi, tra i Serbi e i Bosniaci, tra popolazioni tutsi e hutu; e all’epoca l’ordine di grandezza era ben maggiore e le ferite più profonde!”.

Per rendersi conto di quanto uno slancio creativo cosi importante sia lontano dalla prospettiva balcanica odierna, e dai suoi uomini guida, bisogna prima andare indietro di 5 anni (più o meno) esatti da quel 9 maggio 1950. Nel 1945, il 7/8/9 maggio – la data esatta è un complesso sistema di fusi orari fra Germania e Russia e di ufficialità delle firme – viene firmata la resa incondizionata da parte dell’esercito tedesco. L’Unione Sovietica e molti stati satelliti, fra i quali anche la Federazione Jugoslava, celebravano durante la loro esistenza la liberazione dal nazifascismo ogni 9 maggio.

In Republika Srspka tale data è ancora ufficialmente mantenuta, ma come spesso succede con le ricorrenze storiche recenti (non solo nei Balcani), offre il fianco a strumentalizzazioni. E allora succede che a Prijedor si accende un dibattito a seguito della volontà da un’associazione di ex-detenuti della Bosnia di celebrare il 9 maggio presso il campo di Omarska. Permesso di entrata all’ex campo a quanto pare negato, e manifestazione fortemente contrastata e definita una provocazione proveniente dalla Federazione da parte del sindaco di Prijedor. Non ho la pretesa, gli elementi né le necessarie conoscenze in materia per prendere posizione su chi ha ragione e chi torto in questa storia, ammesso che torto e ragione siano cosi nettamente attribuibili, cosa che raramente succede. Solo constato che il dibattito politico a Prijedor – e nei Balcani in generale – è lontano da quel livello “creativo” che ha costituito la scintilla della nascita dell’Unione Europea. Per non dipingere solo i Balcani di un colore grigio scuro, allargo il campo, e constato che anche nei paesi dell’Unione Europea le guide politiche hanno perso da tempo quello slancio ideale che fra mille difficoltà ha permesso di arrivare all’Europa che viviamo oggi.

Il 9 maggio 2011 lo ho passato lontano dalle discussioni prijedoriane celebrazione-provocazione, in gran parte sul pullman, di ritorno da un weekend lungo a Belgrado. Ho rivisto “vecchie” amiche, ora cooperanti a Belgrado, e non ho potuto fare a meno di discutere su com’è diverso fare questo “lavoro” da una capitale o da una piccola realtà come Prijedor. Ammetto che la mia location è un po’ più sfortunata della loro dal punto di vista della vita sociale, ma mi rende estremamente ricco sotto molti altri aspetti. Mi sento maggiormente dentro la realtà, laddove a Belgrado si può evitare di vedere molte cose semplicemente vivendo una vita urbana fatta di cinema, musei, ristoranti e vie modaiole. Ma anche in questo caso non c’è né giusto né sbagliato, è solo una questione di scelte, opportunità e periodi.

Ho lasciato Belgrado quasi all’alba. Durante la camminata per andare in stazione, fra i mille pensieri del mattino che quasi mi facevano perdere il pullman, ho pensato anche a quanti locali e negozi ho visto in questi giorni e in questi mesi, a Belgrado e Prijedor e Sarajevo, portare l’insegna Ex-Yu. Nonostante le divisioni portate dal conflitto degli anni ’90 ci dev’essere ancora qualcosa sotto le ceneri. O forse è un “marchio” che commercialmente parlando è profittevole. Chissà.

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Parziale completamento della saga del 9 maggio

Il 9 maggio 1978 viene ritrovato il cadavere di Aldo Moro nel bagagliaio di una R4 rossa in Via Caetani, a Roma. Nota di colore e di contestualizzazione balcanica: Aldo Moro era Primo Ministro quando, nel 1975, ci fu l’effettiva annessione da parte di Italia e Jugoslavia delle zone A e B del Territorio Libero di Trieste. Il 9 maggio 1978 viene anche ucciso a Cinisi Giuseppe (Peppino) Impastato: la notizia passò inosservata proprio a causa del ritrovamento di Moro il giorno stesso. Solo nel 2000, con l’uscita del film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, il nome e la storia di Peppino Impastato hanno raggiunto il grande pubblico, compreso il sottoscritto.

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One Response to 9 Maggio 1945 – (’50 – ’78) – 2011

  1. walter says:

    Excelsior !!!! (sempre più in alto…come “satino”, come te)

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