Che sia aria di cambiamento?

CHE SIA ARIA DI CAMBIAMENTO?

di Silvia Passerini

Prijedor, Bosnia Erzegovina

Ci ritroviamo tutti e quattro dopo mesi e lo facciamo a Prijedor, la settimana scorsa.

Sono giorni delicati questi nei Balcani, sono i giorni in cui si diffonde nel mondo una notizia attesa e pretesa da anni, la notizia del ritrovamento ed arresto di Ratko Mladic, il “boia di Srebrenica”. Mi si chiede dall’Italia come sia la situazione, come trovo l’atmosfera in Republika Srpska alla notizia. Non lo so definire. Niente di eclatante per ora, ma forse la reazione è cinica e sicuramente la scelta di Tadic non è molto condivisa in questa parte della Bosnia Erzegovina.

Leggo articoli sull’arresto, dall’Italia (anche se con qualche aberrante commento di qualche “politicaccio” italiano) e dall’estero e trovo sollievo. E’ una notizia importante, penso, può essere una svolta.

Mi chiedo se veramente lo sia una svolta per le persone violate, per le donne e gli uomini colpiti dalle perdite di familiari ed amici in quei tre giorni a Srebrenica, in quegli anni in Bosnia e nei Balcani in generale, o se sia solo una fioca scintilla di giustizia, di fronte al quotidiano misconoscimento delle migliaia di vittime civili, tuttora perpetuato. Sembra anche, però, il contentino che la Serbia deve all’Ue per guadagnare posizioni nella sua corsa all’accesso.

Quello che mi chiedo allora è: stiamo effettivamente respirando un’aria di cambiamento?

 Respiro, forse, un’apparente aria di cambiamento anche oggi quando leggo i giornali nazionali italiani. Ballottaggi con risultati eclatanti, con vittorie del centrosinistra, schiaccianti e, da me, quanto mai inaspettate.

Ho respirato aria di cambiamento quando ho visto giovani trentini discutere e lavorare insieme, rimboccarsi le maniche per organizzare qualcosa di importante per la propria comunità, per valorizzare e dare visibilità ai propri e altrui talenti, in barba alla millantata apatia e “bambocceria” giovanile. L’ho respirata qualche settimana fa a Castel Beseno, dove tredici associazioni giovanili del territorio della bassa Vallagarina hanno messo in piedi un evento interessantissimo, tra musica e arte di tutti i generi in una location di tutto rispetto, carica di fascino e di storia.

Respiro una buona aria di cambiamento quando vedo ragazzi bosniaci e ragazzi italiani parlarsi e mettere a nudo, uno di fronte all’altro, le proprie idee, perplessità, criticità relative alla loro professione. Un confronto tra realtà professionali simili, quella di una Cooperativa sociale trentina e quella di un centro giovanile bosniaco, a pochi chilometri da Prijedor.

Questo lavoro ci porta ad incontrare piccole gioie, talvolta. Poter partecipare ed assistere a questo, ad un sincero confronto tra giovani relativamente alla propria importante e delicata professione di educatori, lo è stato. Niente da imporre, nulla di paternalistico, niente che trasudasse boria di insegnare agli altri “qual è il giusto metodo” per educare, solo un sincero primo confronto dal quale partire per instaurare una relazione più profonda. Aria buona da cui iniziare?

Questo è il quesito che mi sto, forse ingenuamente, ponendo da qualche giorno, nonché filo conduttore di questo breve e confusionario post. E’ probabilmente la ventata di ottimismo che tende a colpirmi quando mi pare che le cose “odorino di cambiamento”. Qualche caro amico più pessimista (o realista), lo so, mi direbbe di volare basso. Accolgo il consiglio ma continuo, ancora, ad aggrapparmi a quel barlume di speranza che mi fa pensare che stiamo, forse, diventando il cambiamento che vogliamo vedere.

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One Response to Che sia aria di cambiamento?

  1. VENDER MARCO says:

    ciao Silvia!
    qui Wendy…
    Sono passati solo alcuni giorni dal nostro ritorno da Prijedor e già il turbine lavoro-casa-preoccupazioni-stress-bollette-bonifici-piani e progetti futuri mi stà risucchiando in un buco nero!
    ma ecco che leggo il tuo articolo e mi sento più sereno, mi sento più a mio agio in questo mondo pazzo e incomprensibile!!
    Ogni ritorno da Prijedor è contrassegnato da dubbi e domande e questioni…In sè cosa ci andiamo a fare lì? In sè perchè? nessuno a bisogno di noi, non diamo niente a nessuno…
    ma poi mi sopraggiunge sempre un onda di libera libertà di scelta, di gioia per ogni singolo attimo passato in viaggio e trascorso tra gente che non chiede niente, forse solo un sorriso, forse solo un come stai chiesto con sincerità.
    Questa onda muove un cambiamento dentro di me….mi fa crescere e mi fa capire quanto sono parte di questo mondo che in apparenza non cambia ma è in continuo cambiamento!
    Andiamo e veniamo come fa un mare tutti i giorni, come fa il sole tutti i giorni….lasciamo e perdiamo qualcosa di noi, ma qualcosa ci rimane in tasca, ci batte nel cuore…
    grazie perchè quello che hai scritto sono le tue emozioni, è il tuo vento interiore che qualcosa o qualcuno sicuramente muoverà…dove non ha importanza!
    ciao

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