Giorni di ospitalità

 

GIORNI DI OSPITALITA’

di Maddalena Alberti

Giorni di ospitalità questi. Ospitalità data, e ospitalità ricevuta.

Le missioni si susseguono qui in Kosovo, missioni di persone che vengono per aiutare le associazioni e i progetti in atto a Peja/Pec. Vengono Maurizio il presidente e Rossana la responsabile area memoria e trasformazione del conflitto per TCK, viene Franco, sentierista della SAT insieme a Luca per SEENET, viene Silvia, servizio civilista a Prijedor, viene Lorenzo, affidabile lavoratore al servizio di una storia a cui vuole dare tempo, affetto, e manutenzione.

L’ ospitalità che è data a volte costa la fatica dell’organizzare l’appartamento tra avanti e indietro, tra il cambiare lenzuola e preparare letti per il prossimo in arrivo, ma ogni volta porta qualcosa con sé che solo la porta aperta sa far entrare. Un pezzo di buonissimo formaggio grana che rende un po’ più italiane le cene pejane, dei rapporti che con il passare delle fatiche affrontate insieme si rafforzano e crescono, dei volti nuovi che si affacciano alla porta per la prima volta e portano storie nuove, e vite vissute. Vite che si incrociano qui in Kosovo, che entrano e si ricoprono velocemente con il profumo dell’intimità che una casetta piccola ti costringe a vestire, e che ti fanno maledire quella faccia infastidita che tal volta ti si disegna addosso involontariamente all’idea di dover cucinare un risotto o una pasta in più.

Quella stessa faccia che maledici ogni volta che ti si appiccica addosso, e che maledici ancora di più quando l’ospitalità la ricevi, e ti rendi conto di quanto sia importante.

Ospitalità ricevuta nel monastero di Decane dai monaci che dopo la celebrazione del giovedì aprono le loro stanze per offrire un caffè o una rakia a chi è venuto in visita, turista o fedele che sia.

Ospitalità ricevuta in casa di Jovan, un amico serbo che ti offre succo di amarene fatto in casa prima di andare a fare delle attività per i ragazzi di Gorazdevac, due scherzi con i nipoti, e due battute con il fratello che, asse dopo asse, mattone dopo mattone, si sta costruendo una casa nel giardino.

Ospitalità ricevuta in casa di Elbert, un amico egiziano che ti offre un caffè e delle ciliegie fresche dopo che le attività che avevi preparato e in cui speravi tanto sono fallite miseramente a causa di una partita di calcio che ha attratto l’attenzione di tutti i giovani del villaggio e che ti ha costretta a rimettere delusa in macchina tutti gli scatoloni pieni di aspettative.

Ospitalità ricevuta nella città di Prizren in festa per il NGOM festival (http://www.ngomfest.com/?gjuha=1&category=1&id=7) dove il reggae a bordo fiume con tanti giovani che ballano ti regala quell’aria di estate che fatichi a sentire perché le vacanze sono ancora lontane.

Chiudo, perchè vado a bere un caffè con Franco e Silvia, ma prima rubo una citazione ad un amico:

l’assenza di incontri con soggetti differenti da noi è molto riposante, poiché non mette mai in discussione la nostra identità; è meno pericoloso osservare cammelli che uomini”. Todorov

Casa TCK rimane aperta.

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