L’amore al tempo dei Balcani

L’AMORE AL TEMPO DEI BALCANI

 Di Elena Pagni

Chi nei Balcani c’è stato, il più delle volte si è innamorato…di un posto, di una storia, di una persona! Io i Balcani li ho conosciuti, prima che di persona, tramite gli occhi innamorati di una mia collega e a quanto pare, anche se l‘ho scoperto solo in un secondo momento, tutti coloro a cui devo la mia formazione al riguardo hanno una parte del loro cuore in qualche angolo di casa balcanica.

Da quando sono a Peja ho conosciuto molte coppie composte da lui, locale, e lei, internazionale, o viceversa: lui di Peja e lei di un cantone svizzero, lui di Peja e lei di Boston!

Mi è sempre sembrato assolutamente interessante questo connubio di culture e ad oggi, a dieci mesi dalla mia permanenza qui e numerose storie d’amore (raccontate) dopo, ha il sapore del miracolo!

Peja, come molte volte abbiamo ricordato, è una città del Kossovo di dimensioni modeste in cui la tradizione riveste un peso ancora molto importante, anche se a tratti sta iniziando a scontrarsi con una modernità che non è più possibile frenare o reprimere.

Le ragazze sfilano sui loro tacchi per la strada principale della città e i ragazzi le guardano di sott’occhi dall’ombra dei tavolini dei bar fino a quando, a seguito dell’assenso dei genitori, si diranno di sì il giorno della cerimonia dello scambio degli anelli. Da questo momento in poi vivranno insieme, nell’attesa di formalizzare l’evento con una cerimonia matrimoniale, come a noi più nota! La donna, a meno di particolari necessità economiche, presidierà tutti i lavori domestici e la crescita della numerosa prole, il marito lavorerà, farà tutti i lavori più pesanti all’interno della casa e aspetterà il weekend seduto in qualche bar insieme agli amici!

In realtà è molto difficile inquadrare così nettamente una cosa per sua natura polimorfa e complessa come l’amore, tanto che forse non capirò mai come una donna svizzera, americana, italiana riesce ad adeguarsi con tanta naturalezza ad uno stile di vita come quello pejano: convivenza con i genitori del marito, amici pochi e possibilmente donne, attenzione a non suscitare rumors!

Parliamoci chiaro, tutte queste regole non hanno niente di sbagliato: funzionali al mantenimento di una famiglia unita, funzionali ad una società forse sospettosa verso l’infinita libertà di coppia promossa da una modernità dirompente, funzionali ad un modo di essere famiglia e di preservarne il focolare domestico…hanno per me ancora un non so che troppo forte sapore di nostalgia di casa, di spazi conosciuti, di rapporti semplici e di un coraggio e di una capacità di amare che non so se mai mi apparterranno!

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