Trova le differenze

TROVA LE DIFFERENZE

di Francesco Mongera

Si parla spesso di lavorare sulla memoria e l’elaborazione del conflitto in merito agli avvenimenti della guerra degli anni ’90. Una memoria fresca sulla quale è senza dubbio necessario riflettere e far riflettere, per evitare che “cattive memorie” si sedimentino, e che alcune memorie svaniscano. Per i 6 mesi ulteriori che ho deciso di passare a Prijedor ho scelto di affrontare questo argomento mettendolo deliberatamente in secondo piano. Mi sono concentrato sull’eredità monumentale lasciata sul territorio di Prijedor nel periodo successivo alla II Guerra Mondiale, una guerra di liberazione e costruzione nazionale per quella che nel ’45 sarebbe diventata la Federazione Jugoslava.

Il rafforzamento di un’identità nazionale per uno Stato di recente nascita – e già composito in termini di nazionalità – avveniva anche attraverso la celebrazione sul territorio di avvenimenti significativi e la posa di memoriali nella forma di monumenti e placche in luoghi storici o simbolici.

Da Novembre ad ora, insieme al gruppo di lavoro composto da giovani locali che mi accompagna nella ricerca, abbiamo visitato circa 40 luoghi, traendo da ognuno di essi spunti storici, molto materiale fotografico e altrettante riflessioni sul presente. In alcuni casi non siamo riusciti a localizzare il luogo dove doveva sorgere il memoriale, principalmente perché tale simbolo non esiste più. In molti altri casi il luogo era in totale, o quasi, stato d’abbandono. In altri ancora, ci siamo trovati di fronte a memoriali il cui significato è stato ridisegnato dagli avvenimenti degli anni ’90. Qui di seguito una comparazione fotografica di un luogo memoriale significativamente trasformato dal tempo, e dalle ideologie.

Trnopolje (Prijedor) – Zajednička Grobnica ŽTF

 

La fotografia di sinistra, in bianco e nero, purtroppo non rende l’idea visiva delle aggiunte apportate al monumento, visibili nelle fotografie centrale e di sinistra. Dalle foto si può però notare la croce posta sulla cima del pilastro, connotando in questo modo religiosamente un simbolo monumentale posto nel 1969 per ricordare un massacro fascista di locali avvenuto nel 1941. Anche la chiesa, di recentissima costruzione, va a rafforzare l’appropriazione nazionale/religiosa di un luogo inizialmente concepito – come tutti i memoriali costruiti durante il periodo socialista – come memoriale dell’evento, senza dare alcuna connotazione nazionale.

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