CRITIcature

CRITIcature

di Maddalena Alberti

Come promesso all’inizio di questa nuova riapertura di blog, sono altre le mani a cui vogliamo dare voce, concedendo alle nostre una breve introduzione … ed è per questo che ho deciso di dare spazio a due importanti personaggi della scena kosovara che in modi diversi occupano i discorsi e fanno ridere, sorridere o arrabbiare la società locale, ma soprattutto le istituzioni, locali ed internazionali, che per colpa di “questi due” credo digrignino i denti piuttosto che mostrarli per un bel sorriso o una sana risata.

I protagonisti a cui lascio la parola sono Albin Kurti e Jeton Mikullovci. Il primo è il fondatore del movimento/partito Lëvizje Vetëvendosje (autodeterminazione) che basa il suo manifesto all’ interno della prospettiva storica che enfatizza come alla nazione albanese sia stato negato il diritto all’autodeterminazione collettiva sotto diversi colonizzatori e occupatori stranieri. Kurti considera il diritto all’ autoderminazione del Kosovo come il principale fattore per la pace, la stabilità, il progresso e l’emancipazione in Kosovo. Considera il protettorato internazionale presente oggi in Kosovo come un regime non democratico e chiede che il governo del Paese sia dato nelle mani delle istituzioni e del popolo kosovaro, perchè finisca quella che vede come una colonizzazione e una violazione all’ autodeterminazione collettiva. I metodi di protesta di Vetëvendosje non sono “canonici” e se talvolta sfociano nell’essere in qualche modo violenti, bisogna ammettere che sono in molti casi innovativi e comunque sempre molto visibili. Il secondo protagonista invece è Jeton Mikullovci, il caricaturista di uno dei più diffusi quotidiani locali, Koha Ditore.

Cosa hanno in comune Kurti e Mikullovci? Il sarcasmo e la critica, fatta dall’uno in modo più palesato e dall’altro in modo più delicato, verso la comunità internazionale presente in Kosovo, il suo operato, e la sua credibilità. E seppur con la coscienza che molti dei miei amici, officers di queste stesse organizzazioni internazionali se ne avranno forse a male, mi unisco alla critica, con toni meno forti e categorici di quelli di Kurti, e con la speranza che in fin dei conti, questi miei amici, sappiano sorriderne come si fa di fronte ad una caricatura di Mikullovci.

Buona visione!

Intervento di Albin Kurti presso TEDX Vienna il 23 Ottobre 2011.

Il discorso di Kurti critica I protettorati internazionali su diversi punti: nella prima parte critica l’approccio al concetto di “pace” da essi attuato,come se la pace fosse una cstruzione. Kurti, al contrario, sostiene che la pace non è una scienza, e non esiste una sienza del “peacebuilding”, come non esistono artisti della pace, perchè la pace non è un qualcosa che si fa una volta per tutte, ma è un “prodotto” del quotidiano. Nella seconda parte Kurti si concentra sulla visione distorta portata da questi protettorati, che sono così impegnati a mantenere lo “status quo” che si concentrano solo sul “come non farla andare peggio” piuttosto che sul “come farla andare meglio”, costringendo il Paese a una situazione di immobilità. Successivamente parla del passaggio e dell’uso dei bilioni di euro che questi protettorati portano nel Paese, evidenzando come questi capitali non creino un mercato locale, bensì arricchiscano soltanto coloro che già hanno una buona situazione economica, riempiendo le borse dei proprietari di ristoranti, hotel, resort e locali notturni, generando un mercato esclusivo senza economia. Continua analizzando la struttura non-democratica dei protettorati, sottolineando come questi siano organizzati secondo una stretta gerarchia top-down e subordinando la voce delle istituzioni locali alla loro in modo assoluto ed inclusivo, senza dimenticare l’essere”sopra la legge” degli internazionali presenti in quanto possessori di immunità giuridica.

Infine Kurti critica il modo con cui queste organizzazioni si riferiscono alla popolazione locale, necessitando sempre di distinguerla tra etnie, distruggendo così l’idea di “popolo”. Quello che manca a questo discorso è la parte costruens , è la risposta a queste critiche, la soluzione a questa situazione, ma se Kurti l’avesse data, sarebbe caduto nel discorso politico, rischiando di rispondere al problema esponendo il suo proprio cartello elettorale, ma è proprio grazie alla mancanza di questa seconda parte che posso pubblicare oggi questo discorso, senza scendere in tranelli politici. Forse.

Caricature di Mikullovci sulla situazione di Mitrovica e l’ intervento della kfor e su Eulex e ICO.

Le caricature si riferiscono tutte agli scontri tra serbi e albanesi a Mitrovica, scontri che hanno portato alla costruzione di barricate da parte dei serbi ostacolando il passaggio tra il sud e il nord della città. L’ironia sull’operato Kfor è evidente, e si comprende dall’immagine del soldato che inerme guarda i serbi che usano addirittura i tir per costruire le barricate, mentre gli strumenti che la kfor ha a disposizione per smantellarle sono delle ridicole palette da sabbia, ironizzando infine sul tentativo di un soldato kfor e di un rappresentante di EuLEX di dissotterrare ciò che rimane del dialogo tra il Kosovo e la Serbia.

Le ultime due caricature invece si focalizzano di più sull’EULEX, che però, a quanto pare, non solo esce mal messo dalla situazione a Mitrovice, sotto lo sguardo disappunto di un locale, ma i cui rappresentanti hanno anche bisogno del suggeritore nel momento in cui devono riportare della situazione di Mitrovica, come non fossero capaci di gestire la situazione.

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